La necropoli romana di Lovere verso il nuovo museo
Sabato 7 novembre 2026, dalle 14.30 alle 17.30, all’Accademia Tadini un pomeriggio di studi dedicato al progetto del nuovo museo Archeologico di Lovere.
Sabato 7 novembre 2026 presso la Sala Affreschi dell’Accademia Tadini sarà presentato il progetto museografico e scientifico del Museo archeologico che esporrà i materiali della Necropoli di Lovere nei nuovi spazi oggetto della ristrutturazione in corso.
L’iniziativa rappresenta un momento di confronto sulle linee guida – scientifiche e museografiche – che sono alla base della realizzazione del nuovo spazio espositivo.
Nel contempo, intende proporsi come momento di divulgazione di alcune delle tematiche che saranno sviluppate negli spazi del nuovo museo.
Il programma si articola in due momenti. La prima parte è dedicata al progetto del Museo archeologico di Lovere, e vedrà gli interventi di Stefania De Francesco e Cristina Longhi, funzionarie della Soprintendenza Archeologia, Belle Arti e Paesaggio per le province di Bergamo e Brescia, e di Marco Albertario, direttore della Galleria dell’Accademia Tadini. L’architetto e museografo Andrea Perin svilupperà il tema dell’accessibilità come condizione essenziale della progettazione museale alla base del nuovo progetto.
La seconda sessione affronta alcuni dei principali ambiti di ricerca che contribuiranno a definire i contenuti del futuro museo. La Necropoli romana di Lovere, utilizzata dalla fine del I secolo a.C. agli inizi del IV secolo d.C., rappresenta una testimonianza di particolare rilievo per la ricostruzione della storia del territorio e della comunità che abitava le sponde del Sebino.
Gli interventi spaziano dallo studio delle pratiche e dei rituali funerari della necropoli, presentato da Federica Giacobello, alle potenzialità delle indagini antropologiche per ricostruire aspetti della vita quotidiana, dell’alimentazione, delle malattie e della composizione sociale della Lovere romana che saranno trattate da Alessandra Mazzucchi.
Completano il programma due approfondimenti sulle fonti scritte e sulla memoria storica del territorio, affidati a Simone Signaroli, e sui documenti cartografici, le vedute e le immagini storiche di Lovere, presentati da Alberto Bianchi. Quest’ultima parte è funzionale al ruolo del museo, concepito come una chiave di lettura per l’interpretazione del territorio nel suo sviluppo storico.
La pluralità degli approcci — archeologico, antropologico, storico, documentario e museografico — riflette l’impostazione interdisciplinare del progetto. L’obiettivo non è soltanto valorizzare i reperti, ma integrarli in un quadro interpretativo capace di restituire il contesto territoriale, le trasformazioni storiche e le esperienze delle persone che vissero nell’antica comunità.
Il pomeriggio si inserisce nel percorso di preparazione del nuovo Museo archeologico negli spazi dell’Accademia Tadini e intende condividere con la comunità i risultati di un lavoro di ricerca destinato a tradursi in conoscenza accessibile e fruibile. Il museo si propone così come luogo di conservazione e studio, ma anche come spazio di educazione al patrimonio e di relazione tra ricerca scientifica, istituzioni e territorio.
Il progetto è stato realizzato con il sostegno di Regione Lombardia nell’ambito dell’Avviso Unico Cultura 2026, progetto: Conoscere e condividere. La Necropoli romana di Lovere verso il nuovo museo.